Glossario sulla stampa 3d
• Terminologia più utilizzata nella stampa 3D
– B –
Brim: Strato orizzontale di plastica stampato attorno e a contatto con la base del modello. Aiuta a prevenire il warping e migliora l’adesione al piatto.
– C –
Clogging: indicare l’ostruzione parziale o totale dell’ugello (nozzle). Si verifica quando il filamento non riesce più a fluire correttamente attraverso l’estrusore a causa di accumuli di materiale bruciato, impurità nel filamento o residui di stampe precedenti effettuate a temperature diverse. Come risolverlo? Consulta la nostra guida su come pulire l’ugello intasato e sbloccare il clogging.
– F –
FDM (Fused Deposition Modeling): La tecnologia di stampa 3D più comune: il filamento plastico viene fuso e depositato strato su strato attraverso un ugello.
– G –
G-Code: Il linguaggio di programmazione che la stampante 3D (il firmware) capisce. Contiene tutte le istruzioni di movimento, temperatura e velocità per la stampa.
Gosting: difetto estetico della stampa 3D che si manifesta sotto forma di “eco” o vibrazioni visibili sulla superficie del pezzo, solitamente in corrispondenza di angoli acuti, scritte o fori. Questo fenomeno è causato dalle vibrazioni meccaniche della stampante che continuano a oscillare dopo un cambio repentino di direzione della testina. La causa più comune è una gestione errata della tensione meccanica. Scopri come eliminarlo definitivamente nella nostra guida al tensionamento delle cinghie della stampante 3D
– E –
Elephant’s Foot: Difetto che si presenta come un leggero allargamento o rigonfiamento dei primi strati del modello, facendoli sembrare il “piede di un elefante”. È causato da un eccessivo schiacciamento o troppo calore sul primo strato.
Estrusore: L’intero blocco che spinge e riscalda il filamento. È composto dalla parte fredda (cold end) che spinge il filo e la parte calda (hot end) che lo fonde.
– F –
Flow rate: indica la quantità di materiale estruso dalla stampante 3D rispetto al valore teorico previsto dal software di slicing. È espresso in percentuale e serve a calibrare la corretta portata del filamento durante la stampa.
– H –
Hot End: La parte finale dell’estrusore, che include la resistenza e l’ugello, dove il filamento viene fuso ed espulso.
– I –
Infill (Riempimento): La struttura interna (spesso a griglia o esagonale) che riempie il modello. Viene espressa in percentuale (es. 20% è un riempimento leggero, 100% è solido).
– L –
Layer Shift: Un errore in cui, a una certa altezza della stampa, tutti gli strati superiori risultano spostati orizzontalmente rispetto agli strati inferiori, spesso a causa di salti o perdite di passo dei motori.
– O –
Overhang: Una sporgenza o parte del modello che si estende orizzontalmente o con un’angolazione troppo ripida rispetto allo strato inferiore (tipicamente oltre i 45-60°), richiedendo l’uso di supporti.
– R –
Raft: Una base spessa (una sorta di zattera) stampata sotto l’oggetto. È utile per i materiali difficili o per i piatti di stampa non perfettamente piani.
Retrazione: L’azione di tirare indietro il filamento nell’estrusore prima di un movimento dell’ugello senza stampa. È fondamentale per ridurre lo stringing.
– S –
SLA/DLP (Stereolitografia/Digital Light Processing): Tecnologie che utilizzano una sorgente luminosa (laser o proiettore) per solidificare una resina liquida fotosensibile. Garantiscono altissima precisione.
Slicer: Il software che prende il tuo modello 3D (file STL) e lo “affetta” in centinaia o migliaia di strati, generando il file G-Code con le istruzioni per la stampante.
Skirt: Uno o più anelli di filamento stampati attorno al modello ma senza toccarlo. Serve solo a stabilizzare il flusso nell’ugello prima dell’inizio della stampa vera e propria.
STL (StereoLithography): Il formato di file standard per la stampa 3D. Rappresenta la geometria esterna dell’oggetto come una rete di triangoli.
Stringing (Tiraggio): Presenza di sottili fili plastici (simili a ragnatele) tra diverse parti del modello, causato dalla fuoriuscita di filamento fuso durante gli spostamenti dell’ugello.
Supporti (Supports): Strutture temporanee create dallo slicer per sostenere le parti sporgenti del modello (come braccia orizzontali) che altrimenti cadrebbero nel vuoto. Vanno rimossi dopo la stampa.
– T –
Tubo PTFE: tubo realizzato in politetrafluoroetilene (meglio noto come Teflon®), utilizzato nelle stampanti 3D per guidare il filamento dal motore dell’estrusore fino all’hot-end.
– U –
Ugello (Nozzle): La punta metallica dell’hot end da cui fuoriesce il filamento fuso. Il suo diametro (es. 0.4 mm) influenza la risoluzione e la velocità di stampa.
– W –
Warping: Un difetto comune in cui gli angoli del pezzo stampato si sollevano dal piatto riscaldato a causa del raffreddamento irregolare e del ritiro del materiale plastico.
– Z –
Z-Banding (o Z-Wobble): difetto che si presenta come linee o venature orizzontali ricorrenti e periodiche lungo l’altezza del pezzo stampato. A differenza del sotto-estrusione, queste linee sono perfettamente parallele al piano di stampa e si ripetono con una cadenza costante. Spesso il problema è causato da un movimento non fluido dell’asse verticale. Consulta la nostra guida sulla lubrificazione della stampante 3D per pulire correttamente le viti trapezie e le guide lineari.